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E.M.D.R.

Eye Movement Desensitization and Reprocessing

Che cos’è l’EMDR?

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio appartenente alla terza generazione dei trattamenti psicoterapeutici, nato per il trattamento del trauma e alle problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico, ed è in grado di facilitare e velocizzare il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati anche ad esperienze più comuni, emotivamente stressanti.

 

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche.

 

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità. L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche.

 

Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi.

A seguito del processo elaborativo prodotto da tale trattamento si percepisce che veramente il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

 

Il paziente ricorderà l’evento ma il contenuto emotivo è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza vissuta potrà essere usata in modo costruttivo dall’individuo ed integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Cioè il paziente realizzerà nuove connessioni di associazioni appropriate, quello che è utile è appreso ed immagazzinato con l’emozione corrispondente ed è disponibile per l’uso futuro.

credits photo inspirerecovery.com

Quali sono le basi dell’EMDR?

L’approccio EMDR, adottato da un numero sempre crescente di psicoterapeuti in tutto il mondo, è basato sul modello di elaborazione adattiva dell’Informazione (AIP). Secondo l’AIP, l’evento traumatico vissuto dal soggetto viene immagazzinato in memoria insieme alle emozioni, percezioni, cognizioni e sensazioni fisiche disturbanti che hanno caratterizzato quel momento. Tutte queste informazioni immagazzinate in modo disfunzionale, restano “congelate” all’interno delle reti neurali e incapaci di mettersi in connessione con le altre reti con informazioni utili. Le informazioni ”congelate” e racchiuse nelle reti neurali, non potendo essere elaborate, continuano a provocare disagio nel soggetto, fino a portare all’insorgenza di patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici. Le cicatrici degli avvenimenti più dolorosi, infatti, non scompaiono facilmente dal cervello: molte persone continuano dopo decenni a soffrire di sintomi che ne condizionano il benessere e impediscono loro di riprendere una nuova vita.

 

L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria per giungere ad una risoluzione adattiva attraverso la creazione di nuove connessioni più funzionali. Una volta avvenuto ciò, il paziente può vedere l’evento disturbante e sé stesso da una nuova prospettiva. L’EMDR considera tutti gli aspetti di un’esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. Utilizzando un protocollo strutturato il terapeuta guida il paziente nella descrizione dell’evento traumatico, aiutandolo a scegliere gli elementi disturbanti importanti.

Quali sono le basi dell’EMDR?

Nel lasso di trent’anni dalla sua scoperta, ad opera della ricercatrice americana Francine Shapiro, l’EMDR ha ricevuto più conferme scientifiche di qualunque altro metodo usato nel trattamento dei traumi. Oggi è riconosciuto come metodo evidence based per il trattamento dei disturbi post traumatici, approvato, tra gli altri, dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010) e dal nostro Ministero della salute nel 2003. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto del 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.
L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità.  La ricerca recente mostra che, attraverso l’utilizzo dell’EMDR, le persone possono beneficiare degli effetti di una psicoterapia che una volta avrebbe impiegato anni per fare la differenza. Alcune ricerche hanno infatti dimostrato che tra l’84% e il 90% dei pazienti che riportavano l’esperienza di un singolo evento traumatico non mostravano più i sintomi di un Disturbo da Stress Post-traumatico dopo sole 3 sessioni di EMDR da 90 minuti ciascuna. L’efficacia dell’EMDR nel trattamento del PTSD è ormai ampiamente riconosciuta e documentata, ma attualmente l’EMDR è un approccio terapeutico ampiamente usato anche per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.

 

La ricerca riguardante l’EMDR è una delle prime in cui sono stati evidenziati i cambiamenti neurobiologici che si verificano durante ogni seduta di psicoterapia, rendendo l’EMDR il primo trattamento psicoterapeutico con un’efficacia neurobiologica provata.

 

Già con un primo lavoro di ricerca del 2010 ed un secondo nel 2011 di Pagani et al., si iniziano ad evidenziare e sottolineare i cambiamenti cerebrali e la validità ed efficacia della terapia attraverso l’utilizzo delle neuroimmagini, in pazienti affetti da Disturbo da Stress Post-Traumatico e da Trauma Complesso:

  • Nardo D. et al. – Grey matter changes in posterior cingulate and limbic cortex in PTSD are associated with trauma load and EMDR outcome. Journal of Psychiatry Research 2010; 44: 477-485.
  • Pagani M et al. – Pre- intra- and post-treatment EEG imaging of EMDR – Methodology and preliminary results from a single case. Journal of EMDR Practice and Research 2011; 5(2): 42-56.
  • Gonzalez Vazquez A. et al. The Progressive Approach to EMDR Group Therapy for Complex Trauma and Dissociation: A Case-Control Study. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings February 2018 | Volume 8 | Article 2377.

 

Nel 2012 l’efficacia della terapia EMDR viene riconosciuta e pubblicata su riviste scientifiche altamente quotate come PLOS ONE:

  • Pagani M. et al. – Neurobiology of EMDR – EEG imaging of treatment efficacy. PLOS ONE 2012.

 

Dallo stesso anno e successivamente la ricerca inizia a portare risultati sull’efficacia della terapia EMDR nei confronti delle principali psicopatologie conosciute ed invalidanti in termini di diffusione anche nel confronto con la terapia fino a quel momento maggiormente validata, la terapia Cognitivo-Comportamentale:

  • Depressione (Hofmann A. et al. – Eye Movement Desensitization and Reprocessing as an adjunctive treatment of unipolar depression: a controlled study. Journal of EMDR practice and research 2014) (Carletto S. et al. – EMDR for Depression: a systematic review of controlled studies. Clinical Neuropsychiatry 2017) (Hase M. et al. – Eye Movement Desensitization and Reprocessing Versus Treatment as Usual in the Treatment of Depression: A Randomized-Controlled Trial. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings August 2018 | Volume 9 | Article 1384) (Malandrone F. et al. – Brief Narrative Summary of Randomized Controlled Trials Investigating EMDR Treatment of Patients With Depression. Journal of EMDR Practice and Research 2019) (Ostacoli L. et al. – Comparison of Eye Movement Desensitization Reprocessing and Cognitive Behavioral Therapy as Adjunctive Treatments for Recurrent Depression: The European Depression EMDR Network (EDEN) A Randomized Controlled Trial. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings February 2018 | Volume 9 | Article 74)
  • Attacchi di panico (Faretta E. – EMDR and Cognitive-Behavioural Therapy in the treatment of Panic Disorder: a comparison. Rivista di Psichiatria 2012) (Fernandez I. et al. – Eye Movement Desensitization and Reprocessing in the Treatment of ò\Panic Disorder with Agoraphobia. Clinical Case Studies 2007) (Perna G. et al. – Commentary: Cognitive Behavioral Therapy vs. Eye Movement Desensitization and Reprocessing for Treating Panic Disorder: A Randomized Controlled Trial. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings June 2018| Volume 9 | Article 1061)
  • Dipendenze (Carletto S. et al. – EMDR as Add-On Treatment for Psychiatric and Traumatic Symptoms in Patients with Substance Use Disorder. Frontiers of Psychology – Psychology for Clinical Settings January 2018 | Volume 8 | Article 2333) (Bossini l. et al. Morphovolumetric changes after EMDR treatment in drug-naïve PTSD patients. Rivista di Psichiatria, 2017)
  • Disturbi alimentari (Zaccagnino M. et al. – Eating Disorders – A Paradigm of the Biopsychosocial Model of Illness. EMDR in Anorexia Nervosa: From a Theoretical Framework to the Treatment Guidelines. In Ignacio Jauregui-Lobera (Eds). Eating Disorders – A Paradigm of the Biopsychosocial Model of Illness. Rijeka, Croatia. InTech, 2017)
  • Disturbo bipolare (Novo P. et al. – Eye movement desensitization and reprocessing therapy in subsyndromal bipolar patients with a history of traumatic events: A randomized, controlled pilot-study. Psychiatry Research 2014)

 

Nel 2017 vengono validati protocolli clinici terapeutici con l’utilizzo dell’EMDR per il miglioramento di condizioni psicologiche invalidanti presenti in patologie degenerative croniche invalidanti come:

  • Cancro (Capezzani L. et al. – EMDR and CBT for Cancer Patients: Comparative Study of Effects on PTSD, Anxiety, and Depression. Journal of EMDR Practice and Research 2013; 7(3): 134-143) (Faretta E. et al. – EMDR and CBT: a comparative clinical study with cancer patients. Journal of EMDR Practice & Research 2016) (Carletto S. et al. – Neurobiological Impact of EMDR therapy in Cancer. Journal of EMDR Practice and Research 2016) (Carletto S. et al. – Neurobiological features and response to eye movement desensitization and reprocessing treatment of post-traumatic stress disorder in patients with breast cancer. Eur J Psychotraumatol 2019)
  • Sclerosi multipla (Carletto S. et al. – Treating Post-traumatic Stress Disorder in Patients with Multiple Sclerosis: A Randomized Controlled Trial Comparing the Efficacy of Eye Movement Desensitization and Reprocessing and Relaxation Therapy. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings April 2016 | Volume 7 | Article526)

 

L’efficacia della terapia EMDR è stata validata scientificamente anche in occasione di contesti emergenziali riferiti a grandi catastrofi (Saltini A, et al. – Early Eye Movement Desensitisation and Reprocessing (EMDR) intervention in a disaster mental health care context. Psychol Health Med 2018).

 

Infine, tale terapia negli ultimi anni attraverso l’utilizzo di strumentazioni di neuroimmagini sempre più sofisticate e sperimentazioni sul modello animale, è stata certificata nei suoi meccanismi di funzionamento alla base rispetto alle dinamiche che occorrono nel cervello umano soggetto a stress traumatico:

  • Landin-Romero R. et al. – How Does Eye Movement Desensitization and Reprocessing Therapy Work? A Systematic Review on Suggested Mechanisms of Action. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings August 2018| Volume 9 | Article 1395.
  • Carletto S. et al. – The Role of Slow Wave Sleep in Memory Pathophysiology: Focus on Post-Traumatic Stress Disorder and Eye Movement Desensitization and Reprocessing. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings November 2017 | Volume 8 | Article 2050.
  • Pagani M et al. – EMDR and Slow Wave Sleep: a putative mechanism of action. Frontiers in Psychology – Psychology for Clinical Settings October 2017|Volume 8 | Article 1935. doi: 10.3389/fpsyg.2017.01935
  • Rimini D. et al. – Effect of Ocular Movements during Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) Therapy: A Near-Infrared Spectroscopy Study. PLoS ONE 2016.